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IL TEATRO DELLE OMBRE

Il teatro delle ombre è un semplice laboratorio teatrale che permette di rappresentare una scena utilizzando delle sagome di cartoncino sostenute da un bastoncino. All’interno del teatrino, le sagome sono messe in evidenza dalla luce.

IL TEATRO DELLE OMBRE: ISTRUZIONI

Per cominciare, abbiamo preso una scatola di cereali e abbiamo ritagliato due sezioni rettangolari sul fronte e sul retro. È importante anche realizzare una fessura dalla quale far passare i personaggi di scena: puoi scegliere se realizzarla in alto, in basso o su uno dei due lati della scatola.

L’apertura sul fronte dovrà essere chiusa utilizzando un foglio di carta velina bianca. Incolla il foglio di carta velina alla struttura del teatrino utilizzando la colla vinilica.

Adesso, dipingi la struttura del teatrino. Noi abbiamo utilizzato il colore a tempera nero.

Per finire, dovrai realizzare i personaggi: ritagliali nel cartoncino nero e fissali a dei bastoncini di legno con una goccia abbondante di colla vinilica. Noi ci siamo ispirati a Keith Haring, ma qualsiasi soggetto e qualsiasi stile vanno bene. Naturalmente, dipenderanno dal racconto che deciderai di portare in scena.

Il teatro delle ombre è pronto: colloca una fonte di luce dietro alla struttura del teatro e prepara l’ambiente, in modo che gli spettatori vedano le sagome dei personaggi illuminate. Ecco il nostro teatrino delle ombre in azione:

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COSTRUIAMO UN LABORATORIO DI FIABE E RACCONTI

Passeggiare in un mondo narrativo ha la stessa funzione che riveste il gioco per un bambino. I bambini giocano, con bambole, cavallucci di legno o aquiloni, per familiarizzarsi con le leggi fisiche e con le azioni che un giorno dovranno compiere sul serio. Parimenti, leggere racconti significa fare un gioco attraverso il quale si impara a dar senso alla immensità delle cose che sono accadute e accadono e accadranno nel mondo reale. Leggendo romanzi sfuggiamo all’angoscia che ci coglie quando cerchiamo di dire qualcosa di vero sul mondo reale. Questa è la funzione terapeutica della narrativa e la ragione per cui gli uomini, dagli inizi dell’umanità, raccontano storie. Che è poi la funzione dei miti: dar forma al disordine dell’esperienza“.
Umberto Eco

Passeggiare nel mondo narrativo è un’esperienza straordinaria, capace di arricchire, a un tempo, grandi e bambini. Un laboratorio di fiabe è uno spazio privilegiato per potenziare l’ascolto condiviso, lo sviluppo del pensiero narrativo, la capacità di immaginare e fantasticare. Non è difficile crearne uno, seguendo qualche accorgimento.

ANTOLOGIA PER IL LABORATORIO DI FIABE E RACCONTI

Abbiamo selezionato quattro brani dai quali cominciare il laboratorio delle fiabe:

I primi tre sono racconti brevi, due dei quali scritti da noi. Per ultimo, abbiamo pensato di inserire un grande classico di H. C. Andersen e una fiaba dei fratelli Grimm. Questa scelta, che vede le fiabe “famose” in fondo, ha una motivazione: ci piacerebbe liberare la narrazione dal recinto della fiaba. Come ha sottolineato Roland Barthes, la narrazione è ovunque, in tutti i tempi e in tutte le culture; essa può assumere la forma della fiaba, ma anche quella del mito, del racconto o del mimo. Così, abbiamo pensato di lasciar spazio ai racconti brevi e alla favola.

CONSIGLI PER IL LABORATORIO DI FIABE

Come puoi rendere il tuo laboratorio narrativo ancora più interessante? Ecco qualche consiglio:

  • non dimenticare l’importanza della voce: scandisci bene le sillabe e gli accenti delle parole; prova a caratterizzare i personaggi con toni e intensità diversi (ricorda sempre che oltre il 90% dei messaggi che trasmettiamo passano attraverso la comunicazione non verbale);
  • usa le pause: attraverso le pause è possibile sottolineare il significato delle varie sequenze narrative, oltre alla creazione di suspense;
  • scegli storie, favole e fiabe che ti appassionano: il modo migliore per coinvolgere il pubblico è scegliere un racconto che conosci bene e che ti suscita emozioni;
  • ricordati dell’equilibrio emozionale: la narrazione ha una forte componente emotiva, che viene trasmessa agli spettatori;
  • crea il giusto ambiente: luci, arredo e posizione sono fondamentali per il successo della narrazione.

ALTRI LABORATORI SULLA NARRAZIONE

Di seguito puoi trovare un elenco di laboratori creativi per sperimentare le forme e l’efficacia della narrazione.

FONTI

 

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L’arcobaleno dei racconti

L’arcobaleno dei racconti è un piccolo libro che abbiamo realizzato per sintetizzare le nostre letture sul pensiero narrativo, accostandole ad alcuni semplici laboratori. Di seguito trovi le immagini di ciascuna delle pagine che compongono il libro:

ALTRI LABORATORI SULLA NARRAZIONE

Di seguito puoi trovare un elenco di laboratori creativi per sperimentare le forme e l’efficacia della narrazione.

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LA NARRAZIONE È OVUNQUE INTORNO A NOI

Nel mito, la leggenda, la fiaba, il racconto, la novella, l’epica, la storia, la tragedia, il dramma, la commedia, il mimo, la pittura, nei mosaici, nei fumetti, nelle notizie, nella conversazione, in tutti i luoghi e in tutte le società. Indipendentemente da una suddivisione in buona e cattiva letteratura, la narrazione è internazionale, transtorica, transculturale: essa è semplicemente là, come la vita stessa“.
Roland Barthes

Il pensiero narrativo è alla base del nostro vivere sociale: nell’articolo sul pensiero narrativo abbiamo cercato di spiegare il suo funzionamento e la sua importanza per crescere e per vivere. Ma la narrazione è proprio dappertutto, come dice Barthes? Secondo noi sì: essa si spinge molto al di là dei confini del testo narrativo. Per dimostrartelo vogliamo suggerirti un’esperienza diversa dal solito.
Immagina di avere a disposizione una confezione di sabbia cinetica, una di quelle piccole, che non permettono grandi slanci creativi in stile “costruiremo il castello di ghiaccio di Elsa”. Il pensiero narrativo – straordinariamente – può trasformare quei 100 grammi di sabbia cinetica in pura energia.

La piccola S. (6 anni), ha deciso di utilizzare la sabbia per preparare dolci e manicaretti. Giocare al ristorante è un classico gioco simbolico. Proprio dietro quel classico si nasconde una narrazione prodigiosa: a partire dalla scelta di un nome per il ristorante e dalla scelta di un menù dal quale gli ospiti dovranno scegliere, passando per la preparazione e il servizio.

Se volessimo fare i puntigliosi, potremmo dividere questo gioco in sequenze narrative: troviamo una sequenza iniziale, ovvero la scelta di giocare al ristorante e la definizione delle sue caratteristiche; c’è poi uno svolgimento, ovvero l’allestimento del menù e la preparazione dei piatti. Infine, c’è una conclusione: il gioco termina dopo che gli “ospiti” hanno gustato una o più prelibatezze.

Questa esperienza ci suggerisce due strade:

  • la prima è quella di proporre il gioco del ristorante come laboratorio narrativo;
  • la seconda, è quella di proporre la scenetta del ristorante come esercizio di divisione in sequenze. Attraverso un esercizio come questo possiamo aiutare i bambini a comprendere l’essenza autentica della narrazione.

ALTRI LABORATORI SULLA NARRAZIONE

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Il testo narrativo

Il testo narrativo è un testo che racconta una storia. Una storia è un evento o un insieme di eventi che coinvolgono uno o più personaggi e che hanno un inzio, uno svolgimento e una fine. Il testo narrativo può essere letterario o realistico:

  • il testo narrativo realistico racconta fatti o eventi realmente esistiti, cercando di descriverli così come sono avvenuti;
  • il testo narrativo letterario, invece, racconta fatti o eventi inventati dall’autore.

Il testo narrativo letterario viene detto anche “racconto fantastico“. Non esiste un solo genere di racconto fantastico. Sono testi narrativi:

  • i miti;
  • le leggende;
  • le favole;
  • le fiabe;
  • i romanzi;
  • i racconti;
  • i poemi e le saghe.

Il testo narrativo si distingue da altre tipologie di testo perché è composto di sequenze narrative. Abbiamo approfondito questo tema in modo dettagliato nel nostro articolo sulle sequenze narrative. Le sequenze suddividono il testo in un’introduzione, uno sviluppo e una conclusione; inoltre, è possibile individuare sequenze narrative, descrittive, dialogiche o riflessive.

Il Cuorfolletto Creative Shop è il negozio online della nostra casa editrice. Qui potete acquistare le nostre raccolte di lapbook, minibook fai-da-te, giochi pop-up e tanti altri formati da stampare e costruire insieme, trasformando ogni attività in un piccolo laboratorio di meraviglia. Acquistando uno dei nostri prodotti, sostenete la casa editrice e ci aiutate a continuare a offrire anche tante attività gratuite.

Lapbook e pop-up. La Preistoria
Lapbook e pop-up. L’Antico Egitto
Lapbook e pop-up. Primavera

Schede di italiano:
🔴 Italiano – Classe prima
🟠 Italiano – Classe seconda
🟡 Italiano – Classe terza
🟢 Italiano – Classe quarta
🔵 Italiano – Classe quinta
↩️ Italiano – Tutte le schede

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Lo zoo di Mondrian

Stai cercando un laboratorio artistico semplice e che richieda pochi materiali? Lo zoo di Mondrian è l’esperienza che fa al caso tuo. Le regole sono semplicissime:

  • sono ammessi, accanto al nero, solo i tre colori primari: giallo, rosso e blu;
  • le linee all’interno degli animali devono essere parallele o perpendicolari tra loro (la direttiva “parallele o perpendicolari”, tra l’altro, si presta a un micro-laboratorio di geometria a ad un micro-laboratorio di logica);
  • non ci sono altre regole.

I materiali necessari sono:

  • fogli di carta A4 bianchi;
  • lapis;
  • righello;
  • pennarelli neri, gialli, rossi e blu.

Questo laboratorio è ideale in tutti quei contesti in cui i materiali a disposizione (o il budget) scarseggiano. Nondimeno, permette di fare delle esperienze artistiche molto, molto interessanti.

Si comincia invitando i ragazzi ad osservare una composizione di Piet Mondrian:

A questo punto, dovrai chiedere a ciascuno di disegnare la sagoma di un animale. Non occorre che sia precisa e dettagliata, ma semplice. Dopo aver realizzato la sagoma e dopo averla ripassata con il pennarello nero, è il momento di giocare con le linee e con i colori di Mondrian.

Si comincia tracciando un reticolo di segmenti paralleli e perpendicolari: esercizio eccezionale per imparare ad utilizzare il righello e sviluppare alcune elementari abilità di disegno tecnico (ma soprattutto la concentrazione necessaria). In seguito, i ragazzi potranno scegliere quali aree riempire con i colori primari. Infine, per concludere l’opera, i ragazzi dovranno ripassare le linee con il pennarello nero; meglio ripassarle solo dopo aver riempito le aree colorate, per evitare che il nero, mescolandosi con i colori, sporchi le aree colorate.

Ecco i nostri lavori:

FONTI

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