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Unisci i puntini

Unisci i puntini è un gioco molto popolare tra i più piccoli, ma è anche un esercizio incredibilmente utile per sviluppare le competenze necessarie a scrivere e per stimolare l’intelligenza spaziale. In questa scheda puoi trovare alcuni semplici disegni con i puntini da unire. Si tratta di sequenze con i puntini da 0 a 10, a 0 a 20, da 0 a 30 e da 0 a 40, adatte ai bambini della scuola dell’infanzia (che li uniranno in modo intuitivo) e ai bambini della scuola primaria, per imparare la progressione dei numeri.

Unisci i puntini

Ecco una raccolta di disegni da completare unendo i puntini per far comparire sul foglio tante magiche figure. Suggerimento: questi disegni hanno un tema comune; i dinosauri!

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Altre schede

Sotto ciascuna figura troverete il link per scaricare il file PDF stampabile. Tutti i nostri disegni sono ottimizzati per la stampa su foglio A4.

unisci i puntini 1

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unisci i puntini 2

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unisci i puntini 4

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Unisci i puntini è uno dei giochi con carta e penna preferiti dai bambini da 4 a 8 anni. Attraverso questo gioco, i bambini imparano a tracciare linee dritte, curve e spezzate, allenando i muscoli della mano a tracciare tratti precisi.

Scoprite anche:
🔵 Anagrammi
🟣 Caccia al tesoro (con indovinelli)
🟠 Crucipuzzle
🔴 Indovinelli a trabocchetto
🟡 Indovinelli per bambini
🟢 Indovinelli in rima
🔵 Indovinelli logici e matematici
🟣 Indovinelli sugli animali
🔴 Labirinti
🟠 Parole e frasi palindrome
🟡 Rebus
🟢 Scioglilingua italiani
🔵 Scioglilingua in inglese
🟣 Sudoku
🔴 Trova le differenze
🟠 Unisci i puntini
↩️ Enigmistica per bambini – Tutti i giochi

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Indovinelli in rima

In questa sezione potete trovare una raccolta di indovinelli in rima per bambini.

Indovinelli in rima

Lo difendono gli arcieri
dai malvagi cavalieri.
Sabbia o carte puoi usare
se poi ci vorrai giocare
Ne hanno uno tutti i re,
indovina, che cos’è?
Soluzione: il castello

Tra gli scogli son marine,
in cima ai monti sono alpine.
Ce n’è una che è polare
ma la vedi anche dal mare.
Con le nubi ce ne andiamo,
indovina un po’, chi siamo?
Soluzione: le stelle

Mi trovi in mare ma non sono un pesce
se c’è tempesta la mia cresta esce.
Solo a riva io mi arresto
di’ chi sono, fallo presto.
Soluzione: l’onda

È arancione il mio nasone.
Sulla pancia ho tre bottoni
ma non porto i pantaloni.
La mia vita è sempre breve
Sono un…
Soluzione: pupazzo di neve

Quando arrivo porto il gelo
scende il buio come un velo
Neve e ghiacci io governo,
Indovina, son ..
Soluzione: l’inverno.

Corre assai lontano, non ha mai camminato
ha un letto molto grande, non ha mai riposato.
Che indovinello strano e curioso,
chi sarà il soggetto misterioso?
Soluzione: il fiume.

Nei miei fiumi e nei miei mari
non troverai acqua né fari.
Nei miei paesi e nelle mie città
non c’è neanche una casa, che rarità!
Nei miei boschi e sulle mie montagne
non troverai rocce né castagne.
Sembra strano, ma un motivo c’è;
il mio nome… orsù, qual è?
Soluzione: cartina geografica (oppure mappa).

Su di me puoi scivolare,
Altri invece ci vengon a pattinare
Non a tutti in realtà piaccio
Sono proprio io il …

Testo di: Erika Porro

(soluzione: il ghiaccio)

Scendo dal cielo lentamente
In inverno sono frequente
I bambini aman giocare con me
Sono fresca altroché
Sono soffice, candida e lieve
E mi chiamo proprio …

Testo di: Erika Porro

(soluzione: neve)

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🔵 Anagrammi
🟣 Caccia al tesoro (con indovinelli)
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🔴 Indovinelli a trabocchetto
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🟢 Indovinelli in rima
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Tag: indovinelli in rima, indovinelli in rima per bambini

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La vespa e le api

Testo di: Alessia de Falco & Matteo Princivalle

La vespa mandarinia (che, a dispetto del nome, era un calabrone!) non era capace di fare il miele. Aveva provato cento e una volta, collezionando fallimenti centouno, oltre a un mucchio di sputacchi impastati di polline e terra.

“Perché i miei genitori non mi hanno mandato alla scuola delle api?” si chiedeva, mentre andava a caccia di bruchi per smaltire la rabbia.
“Se mi avessero fatto studiare, oggi anch’io sarei un’ape provetta e farei tanto miele per me e per la mia famiglia. E invece, devo accontentarmi di dare la caccia ai vermi”.

Poco lontano dal vespaio c’era un bell’alveare, abitato da uno sciame di api giapponesi. Piccole, ordinate e grintose, lavoravano dall’alba al tramonto per raccogliere il nettare da trasformare in miele.

Guardandole, la vespa provava una rabbia infinita: erano così ordinate e industriose. In quella fabbrica, nessuno si sentiva fuori posto. Ciascuna di loro era un tassello importante dell’alveare. Lei invece era un’assassina feroce, che abitava in un brutto vespaio abitato da tante altre assassine.

Un giorno, la vespa mandarinia decise che se proprio non poteva fabbricare il miele, se lo sarebbe preso con la forza: si avvicinò all’alveare di soppiatto ed entrò, senza dare nell’occhio.

Raggiunse le arnie del miele e mangiò fino a saziarsi. Poi, dopo il gran banchetto, si stese a sonnecchiare. Quando si svegliò, davanti a lei trovò due operaie che la fissavano interdette.

“Che fare con quel ladro?”
“Dare l’allarme?
Far finta di niente sperando che se ne andasse da solo?”
“Darsela a gambe? No, questo era fuori discussione”.

Mentre le operaie pensavano, la vespa fu più veloce: morsicò le api lasciandole zoppicanti, poi volò fuori dall’alveare e fuggì.

Il miele le piacque così tanto che la vespa cominciò a rubarlo più spesso. Le povere api, disperate, non sapevano più cosa fare: la vespa era troppo forse e nessuna di loro voleva essere uccisa dal pungiglione di quell’assassina.Provarono a parlare con la vespa, ma quella non faceva altro che insultare e prendere a morsi chiunque si azzardasse a dirle qualcosa.

Quando tutto il miele fu rubato, le api decisero che non si poteva andare avanti così: senza miele, quell’inverno sarebbero morte di fame! E così, una di loro escogitò una soluzione: “Nessuna di noi può sfidare la vespa da sola, ma se unissimo le forze?”

Il giorno dopo, quando la vespa si avvicinò all’alveare, non trovò nessuno.
“Le api saranno scappate” pensò l’insetto, “tanto meglio per me. Mangerò l’intero alveare, pareti comprese”.

Ma quando si avvicinò all’ingresso, l’intero sciame di api – nascoste sotto l’alveare, lo circondò da tutti i lati. Poi cominciarono a sfregare le ali tra loro, così forte che l’aria divenne caldissima.

Per le api, il calore era poca cosa: erano abituate a lavorare chiuse nell’alveare sotto il Sole d’estate.
Ma la vespa non lo sopportava: le sembrava di essere rinchiusa dentro a un forno.
Dopo qualche minuto, la vespa cadde a terra tramortita e le api, di nuovo, sciamarono intorno a lei, circondandola.
“Basta! Smettetela! Mi ucciderete!” implorò la vespa.

Le operaie si lanciarono certi sguardi e si dissero qualcosa.

Ma come sarà finita la storia? La vespa fu arrostita dalle api? Ebbe salva la vita e si mise a studiare per fare il miele?
Chi può dirlo: per scoprirlo, servirebbe un esperto che conosca la lingua delle api e dei calabroni, per ascoltare il finale direttamente da loro.

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Affrontare il bullismo a casa e a scuola: idee e soluzioni

A cura di: Consuelo Napoli (docente della scuola primaria)

La prevenzione del bullismo è possibile promuovendo le capacità relazionali (life skills e soft skill) già dalla prima infanzia, nel rispetto di sé e degli altri. I bambini vanno affiancati perché, per età e maturità, non possono affrontare da soli queste tematiche.

La scuola e la famiglia devono offrire al bambino e all’adolescente: 1) informazioni adeguate, 2) un supporto capace di osservare, riconoscere e affrontare gli episodi di bullismo.

Contrastare il bullismo: idee e soluzioni

Come comportarsi? Il ragazzo leso virtualmente dovrebbe evitare le offese e ignorarle rifiutando qualsiasi tipo di rapporto con il bullo, non offendere per evitare di incoraggiare la prepotenza, non scambiare le proprie informazioni personali (numero di telefono, indirizzo di casa) e, soprattutto, parlare con i propri genitori dell’accaduto. Sapranno loro come difenderli, magari avvertendo l’amministratore del sito e, nel caso di minacce gravi o costanti, anche la Polizia Postale. Per combattere il bullismo ed il cyberbullismo è necessario che siano coinvolte a pieno titolo i genitori e le istituzioni, in primo luogo la scuola e tutte le figure che vi ruotano intorno. È altresì importante prevedere campagne di promozione della consapevolezza del fenomeno tra i giovani i loro familiari.

In famiglia

I genitori devono sapere che, per evitare di trasformare i propri figli in prevaricatori, occorre:

  •  Insegnare ad esprimere la propria rabbia in modo costruttivo e con maturità.
  • Comunicare in modo sincero.
  • Insegnare a identificarsi con gli altri
  • Insegnare a comprendere le conseguenze dei propri comportamenti.
  • Prendere esempio dai modelli positivi.

I genitori dovrebbero imparare a cogliere i segnali che i figli – vittime del bullismo – mandano o nascondono. Eccone alcuni:

  • Trovare scuse per non andare a scuola o voler essere accompagnati.
  • Fare frequenti richieste di denaro.
  • Essere tesi, tristi ed emotivamente scossi dopo la scuola.
  • Presentare lividi, tagli, graffi o strappi negli indumenti.
  • Dormire male o bagnare il letto.
  • Raccontare di non avere nessun amico.
  • Rifiutarsi di raccontare ciò che avviene a scuola.
  • Chiudersi nel proprio silenzio.

A scuola

A scuola:

  • Proporre agli alunni un questionario e organizzare una giornata di dibattito
    e incontri fra genitori, fra insegnanti e fra genitori e insegnanti. Potrebbe aiutare per capire
    le dimensioni del fenomeno.
  • Una maggiore attività di controllo durante la ricreazione, la mensa o nei pressi dei bagni,
    metterebbe al sicuro le potenziali vittime. Sono questi i momenti in cui la maggior parte dei
    bulli agisce indisturbata.
  • In genere sono gli studenti più grandi a fare i bulli con quelli più piccoli o con gli ultimi
    arrivati. Si può valutare di dividere gli spazi e i tempi della ricreazione per gli uni e per gli
    altri.
  • Elogi, ricompense e sanzioni possono servire a modificare il comportamento degli studenti
    più aggressivi, ma non bastano per far cambiare atteggiamento al bullo. Bisogna lavorare
    sull’intero contesto. Spesso i bulli sono portatori di profondo disagio ed hanno subito
    ingiustizie a loro volta.
  • Spesso si ha timore o vergogna di raccontare personalmente ciò che sta succedendo.
    Potrebbe essere di aiuto, per genitori e vittime, avere un numero di telefono al quale
    rivolgersi.
  • Si possono istituire “cassette delle prepotenze” dove lasciare dei biglietti con su scritto
    quello che succede; individuare degli studenti leader che aiutino le vittime; aprire uno
    sportello psico-pedagogico che sia di riferimento per bambini e adulti.
  • In classe, tutti insieme, si possono individuare poche e semplici regole di comportamento
    contro il bullismo. Le regole devono essere esposte in modo ben visibile e tutti devono
    impegnarsi a rispettarle.
  • Il silenzio e la segretezza sono potenti alleati dei bulli. È importante abituare i ragazzi a
    raccontare ciò che accade e a non nascondere la verità.
  • Se l’insegnante individua un bullo o una vittima, per aiutarlo è necessario parlare subito con
    lui di ciò che gli accade.

Per saperne di più:

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Poesie e filastrocche sui calzini

Filastrocche sui calzini

Calzini spaiati

Testo di: Alessia de Falco & Matteo Princivalle

Mi presento son Calzino,
tengo al caldo il tuo piedino.
Ma un problema adesso c’è:
Calzettina ora dov’è?
Non so star così spaiato,
passo il tempo un po’ annoiato,
si lo so, tocca aspettare:
a cercarla dovrò andare.
Quando poi la troverò
io felice tornerò.

Vado, lo faccio, oso (I calzini spaiati)

Testo di: Germana Bruno

Ma dove mai se ne sono andati
quelle migliaia di calzini spaiati?
Forse erano stanchi di quel cassetto,
di esser lasciati lì sotto il letto,
oppure in fondo ti scoccia se vedi
ogni momento gli stessi piedi.

Così un bel giorno, il più coraggioso,
si è detto ” Vado, lo faccio, ora oso!”
e approfittando di una strana astronave,
con la centrifuga andò in terre lontane.

E giunse in posti mai immaginati
dove i calzini eran tutti spaiati,
senza timor di esser soli e diversi,
i desideri erano tutti gli stessi.

C’erano piedi in quel posto strano
che tutti usavano come la mano,
così i calzini potevano avere
altre esperienze da fare e vedere.

È proprio inutile cercar quel calzino,
non torna indietro nel suo cammino,
lui vuole vivere e per questo scappa,
le meraviglie non stan dentro una scarpa.

Filastrocca dei calzini

Testo di: Valentina Amaglio

Mano nella mano con il mio fratellino sono nato,
Uniti ed insieme ci hanno piegato,
Mille avventure su quei piedini,
Nel cassetto abbiamo conosciuto altri calzini.
Noi siamo gialli, con le palline blu,
Quegli altri sono rossi, con il naso all’insù
I più timidi sono rosa e sono delicati,
Alcuni erano bianchi ma ribelli sono nati,
Hanno deciso di cambiare colore,
Lanciandosi in lavatrice con tanto ardore!
Ora li vedi, un po’ verdi e azzurrini
Gli piace far sorridere tutti i bambini
Anche noi ogni tanto vogliamo cambiare
E con altri calzini vogliamo camminare,
È bello incontrare nuovi amici
Conoscere altri colori ci rende felici
Apprezzare le nostre diversità
Ma ben consapevoli della nostra unicità.

I calzini

Testo di: Lidia Meucci

I calzini dispettosi
sempre in coppia vanno orgogliosi
fino a quando la mia mamma
in lavatrice li accompagna

Ecco questo non ho capito
cosa c’è nell’oblò proibito
Che i calzini escono fuori
senza compagno, tutti soli?

C’è forse un mago un po’ dispettoso,
Un folletto, uno gnomo pensoso?
È un’astronave la mia lavatrice,
calzini in orbita e mamma infelice?

Per me questo rimane un mistero
perché una coppia felice non divorzia, davvero
ognuno prende la sua direzione
sempre sperando in una riunione.

Cari calzini, io vi aspetto
tornate uniti nel mio cassetto,
e intanto, per non prendere il raffreddore,
ne indosso due di diverso colore.

TORNA A:

Tag: filastrocche sui calzini, filastrocche sui calzini spaiati

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Calzini spaiati: laboratorio educativo

“Calzini spaiati” è un laboratorio educativo realizzato in occasione della Giornata dei Calzini Spaiati (nel 2021 sarà il 5 febbraio) con l’obiettivo di riflettere sull’unicità di ciascuno di noi e sulle differenze che ci contraddistinguono.

Calzini spaiati

Il laboratorio è introdotto da una filastrocca:

Testo di: Alessia de Falco & Matteo Princivalle

Mi presento son Calzino,
tengo al caldo il tuo piedino.
Ma un problema adesso c’è:
Calzettina ora dov’è?
Non so star così spaiato,
passo il tempo un po’ annoiato,
si lo so, tocca aspettare:
a cercarla dovrò andare.
Quando poi la troverò
io felice tornerò.

La filastrocca introduce il tema dei calzini spaiati, che in seguito si approfondisce attraverso la scheda operativa.

La scheda operativa “Calzini spaiati” è un esercizio per conoscersi meglio, ma soprattutto per conoscere gli altri. La scheda rappresenta un calzino di grandi dimensioni (almeno metà di un foglio A4). I bambini dovranno colorare il calzino secondo i loro gusti e poi ritagliarlo. Sul retro scriveranno i propri punti di forza e di debolezza.

Dopo aver ultimato tutti i calzini, è possibile avviare un momento di riflessione. Ecco qualche domanda guida:

  1. Ci sono “calzini spaiati” che si assomigliano?
  2. Ci sono calzini molto diversi fra loro che si completano a vicenda?
  3. Quali coppie di calzini potrebbero andare d’accordo?
  4. Il fatto di essere “spaiate” che effetto fa ai calzini? Si sentono soli? Spaesati? O non vedono l’ora di trovare degli amici diversi da loro?

Se volete potete stampare la scheda seguendo il link qui sotto.

Link per stampare la scheda: Calzini spaiati (scheda operativa)

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