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Schede didattiche di geografia – classe quinta

In questa sezione potete trovare i materiali per l’insegnamento della geografia nella classe quinta della scuola primaria. Le risorse sono progettate a partire dagli obiettivi di apprendimento previsti dal MIUR; per ciascun argomento trattato abbiamo realizzato quiz interattivi, presentazioni, laboratori e schede stampabili.

Geografia per la classe quinta

Obiettivi di apprendimento

Le Indicazioni Nazionali per la Scuola dell’Infanzia e del Primo Ciclo indicano chiaramente le competenze che gli studenti devono raggiungere al termine della classe quinta della scuola primaria:

  • Estendere le proprie carte mentali al territorio italiano, all’Europa e ai diversi continenti, attraverso gli strumenti dell’osservazione indiretta.
  • Localizzare sulla carta geografica dell’Italia le regioni fisiche, storiche e amministrative.
  • Conoscere gli elementi che caratterizzano i principali paesaggi italiani, europei e mondiali, individuando le analogie e le differenze (anche in relazione ai quadri socio-storici del passato) e gli elementi di particolare valore ambientale e culturale da tutelare e valorizzare.
  • Acquisire il concetto di regione geografica (fisica, climatica, storico-culturale, amministrativa) e utilizzarlo a partire dal contesto italiano.
  • Individuare problemi relativi alla tutela e valorizzazione del patrimonio naturale e culturale, proponendo soluzioni idonee nel proprio contesto di vita.

Queste indicazioni ricalcano il curricolo tradizionale, che prevede di affrontare durante la classe quinta lo studio dell’Italia e dell’Europa sia dal punto di vista fisico che da quello politico-amministrativo. A seguire, vengono studiate in modo dettagliato le venti regioni che insieme costituiscono lo Stato Italiano.

Schede di geografia:
🔴 Geografia – Classe prima
🟠 Geografia – Classe seconda
🟡 Geografia – Classe terza
🟢 Geografia – Classe quarta
🔵 Geografia – Classe quinta
↩️ Geografia – Tutte le schede

Discipline:
🔴 Italiano
🟠 Matematica
🟡 Inglese
🟢 Storia
🔵 Geografia
🟣 Scienze
🔴 Arte e immagine
🟠 Educazione civica
↩️ Tutte le schede

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Schede didattiche di geografia per la scuola primaria

Schede didattiche di geografia

Geografia per la classe prima

Geografia per la classe seconda

Geografia per la classe terza

Geografia per la classe quarta

Geografia per la classe quinta

Le regioni italiane

Schede di geografia:
🔴 Geografia – Classe prima
🟠 Geografia – Classe seconda
🟡 Geografia – Classe terza
🟢 Geografia – Classe quarta
🔵 Geografia – Classe quinta
↩️ Geografia – Tutte le schede

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🔴 Italiano
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Le potenze di 10

L’elevamento a potenza è quell’operazione che ci permette di moltiplicare un numero per se stesso più volte. Un caso particolare è costituito dall’elevamento a potenza di 10.

Calcolare le potenze di 10 è semplice: l’esponente, infatti, ci dice quanti zeri seguiranno l’1 nel risultato. Ecco un esempio:

101=10 (1 zero)

102=10×10=100 (2 zeri)

103=10×10×10=1000 (3 zeri)

104=10x10x10x10=10000 (4 zeri)

Utilizzando le potenze di 10 possiamo esprimere con poche cifre numeri molto grandi, come un milione (1.000.000) e un miliardo (1.000.000.000):

106 =1.000.000 (6 zeri)

109 = 1.000.000.000 (9 zeri)

Queste potenze sono utilizzate nel Sistema Internazionale di unità di misura per esprimere numeri molto grandi o molto piccoli (ad esempio, la distanza della Terra dalle stelle, o le dimensioni di virus e particelle di materia invisibili ad occhio nudo).

Schede di matematica:
🔴 Matematica – Classe prima
🟠 Matematica – Classe seconda
🟡 Matematica – Classe terza
🟢 Matematica – Classe quarta
🔵 Matematica – Classe quinta
↩️ Matematica – Tutte le schede

Tag: potenze di 10

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La leggenda del ciclamino

la favola del ciclamino

La favola del ciclamino

Alessia de Falco & Matteo Princivalle

C’era una volta un ciclamino che, una mattina d’autunno, era spuntato nel folto del bosco. Aveva il capo reclinato, un po’ per timidezza, un po’ per diffidenza, ma non passava certo inosservato. I suoi petali erano di un bel fucsia acceso e spiccavano tra i muschi e le piante selvatiche. Così bello, così delicatamente profumato, ben presto attirò l’attenzione di tutti: “Chissà che incantesimo si cela dietro quei colori così accesi”, si sussurravano le edere nel sottobosco. “Sicuramente un fiore così vistoso porterà malefici”, ghignavano i corvi.

Come potete immaginare, ci volle poco per creare al ciclamino una pessima nomea: si arrivò addirittura a sospettare che i demoni delle montagne usassero quel fiore per distillare i loro veleni mortali. In men che non si dica, il ciclamino fu solo, osservato da tutti di sottecchi e vittima di crudeli maldicenze. Dapprima, essendo di carattere schivo e timoroso, il fiorellino non badò alle dicerie. Passava le giornate ad ammirare i raggi di sole e le gocce di rugiada, nutrendosi della bellezza intorno a lui.

Poi però iniziò a sentirsi solo: si curvò sempre di più su se stesso, nascondendosi alla vista degli altri. “Come vorrei diventare invisibile”, sussurrò.
“E perché vorresti diventare invisibile?” disse una voce accanto a lui.
Era la Fata dell’autunno, con il suo abito di foglie secche.
“Perché tutti pensano che io porti sventure, che io sia il fiore dei demoni”.
La fatina si sedette accanto a lui. “Ah amico mio, anche io ho avuto il tuo stesso problema” gli disse, prendendosi tra le mani una ciocca dei suoi capelli rossi pel di carota. “Pensavano tutti che portassi sfortuna, con i miei capelli rossi come le streghe e quelle nuvole di pioggia che mi seguono sempre”.

“E … e … Tu come hai fatto ad accettare tutto questo?” chiese esitante il ciclamino.
“All’inizio ne ho molto sofferto, ma poi mi sono detta: so far piovere, dando acqua ai campi, avviso l’uva quando è tempo di farsi trovare pronta per la vendemmia, aiuto gli animali a prepararsi per il letargo. E sai cos’ho capito?”.
“Dimmi”.
“Ho capito che il problema non era mio, ma di chi in me vedeva un cambiamento. È facile amare la Fata dell’estate, che porta sole e allegria. Io metto un po’ di tristezza forse, ma alla fine il mio aiuto serve a tutti”.
“E io” chiese il ciclamino, “io chi posso aiutare?”.
“Il mondo intero, se continui a regalare bellezza come stai facendo”.
Pronunciate le ultime parole, la Fata si allontanò saltellando.

Il ciclamino ci pensò su e capì: forse sorridendo un po’ di più agli altri, avrebbero corrisposto il suo sorriso. E così fu: piante, animaletti e creature fatate smisero di considerarlo “sinistro” e, timidamente, ma sempre più insistentemente, si avvicinarono per salutarlo e scambiare due chiacchiere. Non funziona sempre, ma alla fine la lezione del ciclamino torna utile anche a noi umani: sorridete amici e la vita, prima o poi, vi sorriderà.

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Cosa significa essere un buon cittadino?

Klimt, G. (1916). Unterach on Lake Attersee

Una bellissima riflessione di Khalil Gibran sull’essere cittadini: non si tratta solo di rispettare la legge, ma anche e soprattutto di creare valore, senza sprecare le risorse esistenti.

Tratto da: Gibran, K. (1996). Tutte le poesie e i racconti. Newton Compton

Cosa significa essere un buon cittadino? Significa riconoscere i diritti degli altri prima di rivendicare i propri, pur essendo, però, sempre consapevole di averne. Significa essere libero nella parola e nell’agire, ma significa anche sapere che la propria libertà è subordinata alla libertà degli altri. Significa creare l’utile e il bello con le proprie mani, e apprezzare ciò che gli altri, con fiducia, hanno creato nell’amore. Significa produrre per mezzo del lavoro e solo per mezzo del lavoro, e spendere meno di quanto hai prodotto affinché i tuoi figli non debbano gravare sullo stato per sostenersi quando tu non ci sarai più.

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Chi ha una persona su cui contare cresce più sereno

Pissarro, C. (1893). La raccolta delle patate

Tratto da: Bowlby, J. (1982). Costruzione e rottura dei legami affettivi. Raffaello Cortina

Ciò che per comodità definisco teoria dell’attaccamento, è un modo per concettualizzare la tendenza dell’essere umano a strutturare solidi legami affettivi con particolari persone, e per illustrare le varie forme di profondi turbamenti emotivi e di disturbi della personalità, compresi angoscia, collera, depressione e distacco emotivo, originati da perdite e separazioni involontarie. Anche se abbraccia gran parte del pensiero psicoanalitico, la teoria differisce dalla psicoanalisi tradizionale nell’adozione di alcuni princìpi derivanti da discipline relativamente nuove, come l’etologia e la teoria del controllo. […]

Abbiamo ampie prove del fatto che gli esseri umani di ogni età sono più sereni e in grado di affinare il proprio ingegno per trarne un maggiore profitto se possono confidare nel fatto che al loro fianco ci siano più persone fidate che verranno loro in aiuto in caso di difficoltà. La persona fidata, nota anche come figura di attaccamento, può essere considerata come quella che fornisce la sua compagnia assieme a una base sicura da cui operare. […]
Probabilmente oggi siamo tutti consapevoli dell’angoscia e del profondo turbamento che possono essere procurati dalla separazione da figure amate, del profondo e prolungato dolore che può seguire a una perdita e degli effetti dannosi che tali eventi possono avere per la salute mentale. Una volta aperti gli occhi, si è visto che molti dei disturbi che siamo chiamati a curare nei nostri pazienti sono riferibili, almeno in parte, a una separazione o perdita verificatasi recentemente o in qualche periodo precedente. L’angoscia cronica, la depressione ciclica, i tentati suicidi e i suicidi sono alcuni dei disturbi più comuni che siamo oggi in grado di riferire a tali esperienze.

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